GAMBARIE-MONTALTO in notturna – 12 Marzo 2017

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E’ mezzanotte, quota 1318, temperatura 0 gradi,
riuniti nel piazzale in dieci…
un solo desiderio…
vedere il sole sorgere all’orizzonte da quota 1956 (1957 su un metro di neve).
Siamo tutti pronti… si parte.
In cielo… a tratti… una luna velata fa capolino… si nasconde.
In silenzio, ci incamminiamo lungo le ripide piste da sci,
450 metri di dislivello, due chilometri e otto… sono l’una e un quarto.
Per fortuna non c’è vento, l’aria è frizzante… piacevole.
Abbandoniamo le piste, adesso lo scarpone incomincia ad affondare nella neve,
rende il passo più lento…
la nevicata dei giorni precedenti ha coperto il vecchio manto con una nuova coltre di circa 10 centimetri.
L’ostello… ci fermiamo per montare le racchette sotto gli scarponi… forse qui ci sentiamo più protetti, il manufatto anche se disabitato ci dà sicurezza.
E’ notte fonda…
la luna piena, nonostante spesso velata dalle sottili nubi, ci consente di muoverci a lampade spente.
Riprendiamo fino a incrociare la strada che non è più…
proseguiamo intrepidi cercando di interpretare il suo corso,
tanta umidità… ci incamminiamo nella nebbia anche se non fitta,
qualche preoccupazione… se continua così non potremo vedere il sole sorgere.
Ma la speranza sconfigge ogni dubbio…
Si va avanti in mezzo a gigantesche sagome scure, la nebbia… rami spogli curvi su di noi per il peso della neve ghiacciata… nel buio un paesaggio spettrale… la luna piena… queste figure immobili con delle lunghe dita… da destra e da sinistra… puntate su noi sembra vogliano incuterci paura… attenti… dove andate.
Più avanti rami ancora più curvi intrappolati nella neve ci sbarrano il passo.
Si prosegue con coraggio nella notte spettrale: crrrack… crrrack… crrrack… crrrack lo sfregamento delle racchette che scivolano sulla neve sembra scandire il nostro tempo, dobbiamo insistere…
ancora rami curvi inchinati fino a toccare quasi il suolo, come segno di riverenza a chi ha superato una prova o come segno di benvenuti?
Sempre un buon segno è…
Siamo in cammino quasi da quattro ore, in anticipo sulla tabella di marcia…
Materazzelli… un ex rifugio distrutto da vandali, sono rimasti il tetto e le pareti, quanto basta per offrirci un riparo per una breve sosta, accendiamo un fuoco per riscaldarci, qualche rametto secco lo troviamo sulla neve rotto dal vento o dal peso stesso della neve, un bicchiere di thè, un piccolo spuntino e si riparte per la destinazione.
Intanto il cielo si è liberato dalle nuvole ed appare ai nostri occhi limpido e stellato, la luce della luna piena splende sulla neve bianca emanando un meraviglioso luccichio di brillantini.
Lo sguardo verso l’alto… un chiarore… siamo in ritardo?…
Allunghiamo il passo quasi a dover correre… ma la salita è dura,
gli ultimi cento metri di dislivello… solo un ricordo.
Come d’incanto una figura scura nel crepuscolo della notte ci sovrasta…
Maestosa con la mano alzata… come a volerci benedire…
Sì… è il Cristo Redentore… un attimo di esitazione… un saluto…
Quota 1957, sono le cinque e mezza…
Attraversiamo il crinale frettolosi… già all’orizzonte una sottile linea rosso fuoco annuncia il sorgere di un nuovo giorno.
E’ l’alba… man mano la linea rosso fuoco si allarga…
tutto ciò che ci circonda comincia a prendere colore…
il cielo di un azzurro intenso… gli alberi come sculture di cristallo,
a Nord-Ovest la splendente luna che ha illuminato i nostri passi per tutta la notte
ora sembra volersi mettere da parte con umiltà, mantenendo però la sua eleganza, per dare spazio a colui che la rende magica…
A nord-nord est una serie di creste, in parte nascoste da una coltre di nuvole bianche che scivolano verso il basso, monte Cannavi… monte Fistocchio… monte Scorda… monte Misafumera, più giù verso mare la “valle delle grandi pietre”, pietra lunga… pietra Kappa… pietra castello… pietra di febo.
Sembra un sogno…
nell’aria circola un’atmosfera di fiaba…
un leggero venticello da Nord…
il termometro segna -7 gradi…
all’improvviso un’urlo…
Eccolo!!!
Un puntino chiaro all’orizzonte, in mezzo alla linea rosso fuoco…
inarrestabile diventa sempre più grosso…
Abbiamo atteso infreddoliti, camminando avanti e dietro per riscaldarci…
ma adesso è lì davanti a noi… ad Est..!!
Come una diva attesa dai fotografi quando scende dal palcoscenico…
così lui… appare ai nostri occhi.
Il cielo da azzurro diventa celeste…
quelle sculture di cristallo si illuminano di un colore rosa-violetto, i monti, le nuvole, la neve, anche noi veniamo investiti da questa esplosione di colore surreale.
Un semicerchio… un cerchio…
La luce ha sottomesso le tenebre della notte… adesso i suoi raggi splendenti ci riscaldano.
E’ bello stare con le braccia aperte e farsi accarezzare timidamente dai suoi raggi tiepidi.
Ormai è lui il padrone, nessuna creatura può sfuggire alla sua luce e al suo calore… la vita!!
Il nuovo giorno ci ha benedetto… prendiamo la strada del ritorno.
Tornando sui nostri passi incontriamo di nuovo la maestosa statua del Redentore, ci soffermiamo un po’… qualche foto..
Sullo sfondo, in direzione sud-sud ovest, si erge coperto di neve sua maestà… il monte Etna… con i suoi 3300 mt, una visione chiara, bellissima ai nostri occhi.
Ancora un abbraccio tiepido di raggi di sole e riprendiamo il nostro cammino verso la meta.
Il paesaggio è cambiato completamente rispetto alla notte passata…
Tutto ciò che nella notte sembrava spettrale, adesso sembra vivere in una galleria di sculture, di meravigliose opere d’arte cristalline illuminate.

23 chilometri
640 mt di dislivello
Ascesa 1550 mt
Tempo di percorrenza 10 ore 14 min.
di cui 6.32 in movimento, 3.42 di soste.
Temp.: min 0° / max -7°

Consolato Dattola

Club Alpino Italiano
Sezione Aspromonte
Reggio Calabria

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