La Storia

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Nel 1932 un gruppo di giovani reggini  fonda la sezione Aspromonte del CAI, con presidente l’ingegnere Antonio De Lieto.

In principio è soprattutto l’interesse per lo sci che porta tanti giovani ad interessarsi alla montagna prossima alla città, tanto che la Sezione, già nel 1936, fa richiesta al podestà di Santo Stefano, Michelangiolo Romeo, di voler concedere l’autorizzazione a tracciare una pista da sci in località Gambarie.

Richiesta che viene accolta e che prevede il taglio degli alberi per prolungare la pista già esistente fino alla “Punta dello Scirocco”.

Nasce così la località di Gambarie, come località vocata allo svolgimento di attività sportive invernali, per la quale la Sezione Aspromonte, grazie al proprio costante impegno nel 1952 promuove la costruzione di un impianto di risalita garantendo al Comune di Santo Stefano la propria competenza gratuita ed elaborando anche mappe sciistiche con più piste, di cui si conserva memoria nell’archivio della sezione custodito presso l’Archivio di Stato di Reggio Calabria.

Tanto incisiva era la presenza del CAI in Gambarie da ottenere, già nel 1937, la concessione gratuita dal Corpo Reale del Genio Civile del Casello annesso alla Casa Cantoniera –  dal 1968 noto come rifugio CAI “Riccardo Virdia”. Sebbene la struttura originaria fosse poco più di un rudere, grazie a importanti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria voluti dalla Sezione è stata per oltre mezzo secolo la base per attività sciistiche e di campeggio, svolgendo, tra l’altro, meritevole servizio sociale quando ospitò la sede del Comune di Africo, dopo l’alluvione del 1956, e successivamente, l’Ufficio Postale, il personale del Corpo Forestale dello Stato, una stazione metereologica dell’Aeronautica Militare e infine, il Soccorso Alpino. Dopo una serie di vicissitudini giudiziarie oggi l’immobile rimane identificato, nella memoria collettiva,  come “rifugio CAI” sebbene utilizzato da un privato a uso commerciale.

Il CAI, per la località di Gambarie, fu quindi una importante realtà per lo sviluppo dell’attività sciistica e fu promotore di numerose  competizioni sportive agonistiche anche di livello nazionale; una importante realtà che fu stroncata tra gli anni ’60 e ’70 a chiusura degli impianti di risalita e successivamente con la triste stagione dei sequestri.

Negli anni ’80 la sezione Aspromonte del CAI comincia un nuovo percorso di conoscenza, valorizzazione e godimento dei territorio aspromontano; si impegna nelle attività di escursionismo e scopre il trekking non come attività sportiva fine a sé stessa ma come opportunità per vivere, valorizzare e promuovere l’amore per la montagna. Da allora tanto cammino è stato fatto, concretizzandosi in molti progetti, convegni, attività rivolte all’educazione ambientale, alla ricerca e all’informazione anche attraverso prodotti editoriali di tipo divulgativo e scientifico. E’ una sezione molto attiva che vede un  numero sempre crescente di iscritti, che ha dato importanti contributi di crescita nel settore e che oggi è riconosciuto come interlocutore delle istituzioni che operano nel settore della tutela, conservazione, fruizione e valorizzazione del territorio e della montagna e nello specifico nell’ambito della sentieristica, dell’escursionismo e delle discipline sportive out-door.

Alla Storia della Sezione Aspromonte è dedicata la pubblicazione a cura di Filippo Arillotta, “Il CAI a Reggio Calabria – 80 anni di amore per la montagna – “

L’attività sezionale dagli anni ’80 al 2012 è stata ricostruita e curata dalla socia Maria Grazia Buffon.

Il paragrafo dedicato alla Stazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è stato curato dal già socio Giuseppe Trovato.

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