Ciascuno di noi cerca di essere utile alla collettività nel proprio piccolo, secondo la propria sensibilità e attitudine personale. E’ proprio questa la motivazione che spinse Quintino Sella, ed altri alpinisti, in occasione dell’ ascensione del Monviso nel 1863 a fondare il CLUB ALPINO ITALIANO, associazione che si occupa di promuoverel’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne,
specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale” ( Art. 1, Titolo1).

E’ veramente notevole, che ad oggi, in occasione del 90° anno di fondazione della nostra sezione, vi sia una partecipazione così numerosa e attenta alle tematiche tanto care e centrali al nostro sodalizio.

Per i curiosi, chi ancora non ci conosce, per chi semplicemente ancora pensi che il CAI faccia solo escursioni aggregative la domenica e non sappia cosa ci faccia una sezione del Club Alpino Italiano in un territorio dove l’ alpinismo è secondario, ma la natura irrompe prepotentemente nella nostra quotidianità anche solo con un panorama, rimandiamo al nostro Bidecalogo, documento in cui sono tracciate le linee guida nazionali di tutte le attività previste nella nostra grande famiglia. Ogni socio dovrebe partecipare alla vita sezionale in maniera attiva, obiettiva e consapevole, spinto dall’ amore e dalla riconoscenza nei confronti di un territorio in cui casualmente ci troviamo, ma che ci dà tanto, in termini esperienziali, storici, antropologici, ecosistemici e di bellezza, e il nostro preciso dovere è quello di proteggerlo e farlo conoscere nel modo meno impattante possibile, con tutta la sicurezza che il CAI è in grado di fornire, e soprattutto con lo spirito che contraddistingue i nostri associati.

I DOCUMENTI CITATI SONO DISPONIBILI AI SEGUENTI LINK:

BIDECALOGO: Bidecalogo_FINALE_20130526

STATUTO: https://www.cai.it/wp-content/uploads/2019/01/Statuto_CAI_.pdf