Sarà stato per il profumo dell’aria buona e dell’erbe selvatiche, sarà stata la luce abbagliante di una domenica di giugno che apre le porte all’estate, o magari il caldo tepore del Signor Sole che ha accolto i partecipanti nel luogo di partenza , ma il buon umore si è respirato fin da subito,lo si è scorto nei sorrisi e nei gesti di chi si apprestava a una nuova avventura in condivisione!! (…Il momento di lasciare le macchine, prima d’incamminarsi, è forse il più liberatorio, dopo una settimana, e per molti anche più, di abitudini cittadine radicate, si percepisce la frenesia di chi vuole e sente la necessità di solcare i sentieri, di sfregare gli scarponi contro la terra, di lasciarsi coccolare e accogliere dalla montagna…) E così ,in questa atmosfera, in località Croce Romeo l’ESCURSIONE è INIZIATA! Il sentiero è scorrevole, dopo un breve percorso tra Pini Larici imponenti, Faggi , Rose Canine, Felci e Ginestre prepotentemente sbocciate, si scende fino al torrente Tuccio, l’acqua non è alta, per attraversarlo basta rotolare i calzoni. Il fiumiciattolo scorre sereno e trasparente, concedendo al luogo un’atmosfera fiabesca, tra luccichii ed ombre e svolazzamenti di farfalle. Dopo il Tuccio si percorre, prima in salita, e qualche breve discesa , un dislivello di quasi 200 mt . fino a giungere ai Piani di Cufalo, dove si trova attrezzata una sorta di area picnic, molto ben mimetizzata con l’ambiente: i tre grandi tavoli sono di fatti di tronchi di pino e castagno, gli alberi sovrastano l’area, il fuoco fa bollire l’acqua nel tegame ,un organetto festante (e sorridente..)attende i viandanti; le socie organizzatrici, perfettamente organizzate, distribuiscono piatti, versano il buon vino di ”Ambele” di Bova, incomincia la danza del “rituale” Maccarruni: formaggio per insaporire, cin cin e brindisi a iosa, convivialità, allegria, condivisione gratitudine, tarantella, dolci fatti in casa, battute ammiccanti, risate genuine, il caffè! E’ tutta un’armonia, alzando gli occhi tra i rami dei lunghi e vecchi alberi si scorge il cielo, a tratti puro,limpido,azzurro, a tratti più cupo, opaco, grigio e quasi tuonante, come di fatto è l’altalena della vita. E non può esserci sempre il sole, e non può esserci sempre pioggia, rimane l’armonia del vivere, con e tra le cose semplici, come una domenica di pre-estate in cui si respira aria buona, camminando tra i doni che la Terra ci regala e la compagnia di bella gente. E quando tutto è finito si cerca d’imprimere nella mente, in modo che rimangano nel cuore, le immagini delle vallate scorte, dei boschi dirimpettai lungo i sentieri e nessuna fotografia può far di meglio, perché non ha quei rumori che accompagnano i momenti, non ha quegli odori, non ha quelle sensazioni. Il ritorno alle macchine ha il sapore della fatica a volte, a volte della calura eccessiva o del sudore ma è sempre a “mani” piene che si ritorna dalla montagna. Più “pieni”, più ricchi di qualcosa d’indefinibile , che ci piace pensare sia semplicemente Armonia di vivere.

Angela Praticò