IL CAI SENTINELLA DELLA MONTAGNA

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Era l’estate del 2018 quando lo scrittore-giornalista Paolo Rumiz, esperto di Balcani e di viaggi nel Mediterraneo, esplorava il territorio del Tracciolino che collega Palmi e Bagnara, il sentiero sospeso tra la Costa Viola e l’Aspromonte.
«Siamo in una situazione simile al Monte Athos in Grecia – dichiara Rumiz – solo che noi italiani andiamo lì invece di visitare questi luoghi».
Un’affermazione che certamente non trova d’accordo l’escursionista, alpinista e soprattutto socio CAI, ma quanto questo amore di “andar per monti” si traduce in altrettanta attenzione? Lo stesso Rumiz nel 2008 in occasione del 98° Congresso Nazionale a Pedrazzo (TN), ribadiva come il CAI debba farsi “sentinella della montagna”, un’espressione che ha avuto una notevole eco anche dopo che si sono spente le luci sul congresso di Predazzo e che ancora oggi merita di essere condivisa e attualizzata. «Noi soci restiamo sentinelle, sapendo però – ha osservato Rumiz – che il nemico non è più esterno alla frontiera, ma abita qui e si muove come vuole nella finanza, nell’economia e nella politica del Paese». Sta a noi, innamorati della montagna, non accontentarci di godere delle sensazioni positive che la natura ci regala ma a camminare con sguardo vigile alle offese che l’uomo le arreca. Invitiamo quindi soci e simpatizzanti a rivolgersi senza indugio alla Sezione ove riscontrassero criticità o peggio reati di natura ambientale (bracconaggio, pascolo abusivo, ecc.). Necessario fornire documentazione fotografica e posizione (coordinate) del sito. Le inoltreremo, con la dovuta discrezione nei riguardi di chi segnala, a chi di competenza. Utili anche le comunicazioni relative a danni o problematiche sulla segnaletica dei sentieri del Parco.

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