Il Club Alpino Italiano ha aperto un conto corrente bancario sul quale è possibile inviare offerte per la popolazione del Nepal colpita dal terremoto del 25 aprile.

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Il Club Alpino Italiano ha aperto un conto corrente bancario sul quale è possibile inviare offerte per la popolazione del Nepal colpita dal terremoto del 25 aprile. L’Università della Montagna, la Società speleologica italiana, ERSAF e l’Associazione Italiana Canyoning hanno aderito all’iniziativa Il Club Alpino Italiano ha aperto una raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite dal sisma in Nepal. A questo scopo è stato aperto un conto presso la Banca Popolare di Sondrio – Agenzia 21 di Milano – intestazione RACCOLTA FONDI “IL CAI PER IL NEPAL” – IBAN IT 76 W 0569601620000010354X93. La destinazione del ricavato sarà decisa insieme alla NEPAL MOUNTAINEERING ASSOCIATION (N.M.A.), il club alpino nepalese. Alla N.M.A. sarà poi affidata la gestione in loco dei fondi raccolti.

 

Il Presidente generale del CAI Umberto Martini invita le Sezioni, i Soci CAI e gli amanti della montagna a aderire all’iniziativa e a farsene ambasciatori e promotori. “Questa tragedia ci ha colpito nel profondo del cuore, oltre che come uomini e donne, anche come comunità alpinistica”, ha dichiarato. “Il Nepal ha bisogno della nostra solidarietà, in particolare durante il lento ritorno alle normali condizioni di vita. Saremo attenti e vicini alla popolazione nepalese, anche quando le luci dei riflettori mediatici sulla tragedia saranno attenuate, se non spente”. L’Università della Montagna supporta l’iniziativa del CAI, accomunata dalla pena per gli effetti della catastrofe occorsa e dalla sensibilità per una nazione con un’area montana tra le più belle, fragili e povere del mondo. “Abbiamo conosciuto e toccato con mano la straordinarietà dell’ambiente montano nepalese e la grande dignità del suo popolo durante una missione scientifica al Laboratorio-Osservatorio “Piramide” nella Valle del Khumbu”, dice Anna Giorgi, direttore del Centro interdipartimentale GESDIMONT che opera presso il polo universitario.

 

“L’Università della Montagna supporterà e diffonderà attraverso le sue reti nazionali e internazionali le iniziative a sostegno della comunità nepalese”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente della Società speleologica italiana Vincenzo Martimucci: “la SSI, esprimendo vivo apprezzamento per l’iniziativa del CAI di effettuare una raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto del Nepal, si sta adoperando per invitare i propri associati a partecipare alla raccolta fondi”, ha dichiarato. “Esprimere materialmente la solidarietà della comunità speleologica alle popolazioni del Nepal è un’atto dovuto; la garanzia che i fondi raccolti verranno monitorati dal CAI nel loro utilizzo è uno stimolo in più ad aderire all’iniziativa”. “Il nostro impegno per la montagna lombarda non ci poteva lasciare indifferenti davanti alla tragedia che ha colpito le popolazioni nepalesi – ha dichiarato la presidente di ERSAF (Ente Regionale per i sevizi all’Agricoltura a alle Foreste delle Regione Lombardia) Elisabetta Parravicini – per cui sentiamo un dovere metterci al servizio di questa gente, insieme al CAI, con cui la collaborazione è familiare e consueta, a partire dalla convenzione che ci unisce da anni con il CAI lombardo”. Dal canto suo l’Associazione Italiana Canyoning fa sapere che “abbiamo aderito all’iniziativa Il CAI per il Nepal a rappresentanza delle intenzioni e delle richieste dei nostri soci di promuovere una raccolta fondi per il Nepal”

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