Il Massiccio

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Aspromonte: cuore verde del Mediterraneo

In quest’ultimo lembo del continente europeo la natura è singolare e ciò deriva dal contrasto di una montagna con rilievi che arrivano a sfiorare i 2000 metri e con il mare che la circonda quasi come fosse un’isola.
Agli occhi del visitatore si svelano panorami grandiosi e continuamente diversi. Le fiumare, corsi d’acqua a regime torrentizio, che data la brevità del loro percorso e l’accentuata pendenza hanno una notevole capacità di erosione. La parte più prossima alla foce è infatti una immensa distesa di ciottoli e ghiaia calcinata dal sole mentre più a monte la furia delle acque invernali, costrette a scorrere in gole anguste, ha creato veri e propri canyons, che racchiudono aree selvagge e integre dove si può camminare per giorni senza incontrare anima viva. Ma anche una vegetazione lussureggiante con boschi di faggio, abete bianco e pino laricio ed una fauna particolare per la presenza del lupo ed altre specie rare.
Ma l’Aspromonte non è solo natura: anche l’uomo con i suoi insediamenti ha conferito a questo massiccio particolari attrattive.
Pittoreschi ed antichi paesi aggrappati a costoni rocciosi in bilico su profondi valloni: Roccaforte del Greco, Bova, Roghudi ultimi custodi della minoranza linguistica dei calabro greci; Staiti e Palizzi dall’impianto urbanistico caratteristico per i numerosi vicoli; Africo Vecchio, Casalnuovo, Precacore, Amendolea ormai abbandonati ma suggestivi; Cittanova, Delianuova, Oppido Mamertina, S. Giorgio Morgeto sul versante settentrionale conservano centri storici con palazzi, chiese e castelli ben conservati.
Per tutelare e valorizzare questo territorio è stato istituito nel 1994 il Parco Nazionale dell’Aspromonte che racchiude la parte sommitale del massiccio.
Il Parco Nazionale dell’Aspromonte ha alle spalle una lunga storia. In questa imponente e singolare montagna era stata già creata nel 1968 un’area protetta: si trattava di una delle tre sezioni del Parco Nazionale della Calabria (le altre ricadevano in Sila). Tuttavia per l’esiguità dell’area (appena 3.000 ha) e la frammentarietà della gestione non aveva inciso in modo rilevante sulla protezione dell’intero massiccio che comprende gran parte della provincia di Reggio Calabria per circa 3.200 chilometri quadrati.Negli ultimi anni invece le pressioni di associazioni ambientaliste ed escursionistiche, la sensibilità di alcuni politici calabresi e il sempre maggiore afflusso di escursionisti hanno
fatto sì che l’Aspromonte venisse incluso tra i Parchi Nazionali da istituire. Ed infatti il D.P.R. del 14.01.1994 ne sancì la nascita perimetrando circa 76.000 ha di territorio ricadenti in 37 comuni con una quota altimetrica che va dagli 800 m ai 1956 m.. Attualmente la zonizzazione è limitata a 2 aree distinte dal minore o maggiore grado di antropizzazione ma il nuovo Consiglio Direttivo, insediatosi nel 1999, sta per emanare regolamenti e quant’altro necessario per il corretto funzionamento del Parco. Gli Enti locali e le popolazioni potranno essere protagonisti di uno sviluppo economico finalmente compatibile con la tutela dell’ambiente.
Innumerevoli sono le escursioni che vi si possono effettuare.
Non bisogna però dimenticare le possibilità offerte anche agli appassionati degli sport invernali che a Gambarie possono sciare come su di un balcone affacciato sul mare o con le racchette da neve possono avventurarsi tra i silenzi dei boschi; agli amanti dell’arrampicata che sulle rupi di Canolo, a monte di Gerace, trovano pareti attrezzate di ogni difficoltà; ai fanatici della mountain bike che hanno a disposizione chilometri di piste sterrate.
Insomma: un paradiso verde al centro del Mediterraneo.

testi: Alfonso Picone Chiodo

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