INTRODUZIONE ALL’ASPROMONTE-MERCOLEDI’ 1 LUGLIO ORE 20:00 PARCO ECOLANDIA

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Sin dalla fine del 1700, viaggiatori, saggisti, e geologi si sono occupati dell’Aspromonte evidenziando le molteplici varietà dei luoghi sottolineando l’imponenza dei fenomeni osservati, talvolta trasferendoli in disegni che colpiscono ancora oggi per la loro espressività.

Tutti hanno avuto la sensazione di trovarsi di fronte a una natura affascinante, selvaggia e solo eccezionalmente “ostile”.

In seguito, la connotazione di ambiente ostile ha prevalso su ogni altra caratteristica positiva e non sempre ha contribuito a fornire un’immagine reale dei fenomeni fisici ed ancora meno dei loro rapporti con l’uomo.

Alcune definizioni – peraltro riferite all’intero territorio calabrese, come ad esempio quella fatalistica di “sfasciume pendulo sul mare” – hanno avuto un peso determinante nell’impostare e mantenere viva la questione meridionale ma non a risolverla. Anzi, hanno trascurato del tutto di considerare che quelle caratteristiche potessero avere un valore.

Queste impostazioni hanno pesato per molto tempo come una condanna, malgrado qualche studioso abbia tentato di correggere il tiro giudicando inaccettabili e addirittura fantastiche le affermazioni su “questo territorio sarebbe geologicamente inconsistente, oppure starebbe cadendo a pezzi e che, invece, è ricco e vario, costituito da terreni di quasi tutte le ere, la cui base granitica e gneissica non è meno salda di quella di altri Paesi che si affacciano nel Mediterraneo(De Stefano, 1786).

Oggi le definizioni fatalistiche vanno razionalmente respinte, anzi possono essere declinate secondo nuove prospettive perché la geologia e il clima hanno contribuito a generare in Aspromonte una tale diversità di morfotipi e paesaggi che, pur con la loro fragilità, assumono valore caratterizzante e identitario.

Infatti, a partire dai suoi confini esterni che sono geograficamente e cromaticamente definiti dal mare, e fino all’entroterra più lontano, l’Aspromonte possiede peculiarità geomorfologiche tanto numerose da offrire in tutto il territorio forme singolari e irripetibili.

Questi aspetti oggi richiamano l’attenzione degli studiosi di tutto il mondo e, se saranno esposti alla giusta luce, potranno portare all’inserimento del territorio oggi compreso nel Parco Nazionale dell’Aspromonte fra i Geoparchi, cioè in una categoria di parchi naturali ancora più pregiata.

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