L’IMPEGNO POLITICO DEL CAI

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A qualcuno può sembrare non consono agli scopi del CAI l’impegno politico della nostra Sezione ma riteniamo importante chiarirlo e ribadirlo. L’art. 3 del nostro Statuto sancisce che “L’associazione ha per scopo l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale attraverso la pratica dell’alpinismo in ogni sua manifestazione, della conoscenza e dello studio delle montagne, specialmente di quelle italiane e della tutela del loro ambiente naturale. L’associazione é indipendente, apartitica, aconfessionale ed è improntata secondo principi di democraticità.”
Il CAI pertanto si definisce “apartitico” e NON “apolitico” che è ben altra cosa, né lo Statuto potrebbe farlo dato che la nostra azione, come quella di ogni cittadino che si definisca tale, è ovviamente politica. La politica, infatti, in quanto governo della cosa pubblica, non è delegata in toto ai nostri amministratori ma anche a noi cittadini.
Quando camminavamo per l’Aspromonte negli anni bui dei sequestri l’attività del CAI era POLITICA. I progetti a favore di minori a disagio realizzati dal CAI col Carcere Minorile è stata attività POLITICA. La difesa dell’ambiente è attività POLITICA. L’impegno per offrire una rete di sentieri segnati agli escursionisti è attività POLITICA. E diversi sono gli esempi passati e recenti. La concessione di un immobile confiscato per la nostra sede (in un quartiere difficile) è avvenuta pertanto grazie anche alla nostra attività POLITICA.
Ed è quindi in tale contesto che si colloca l’adesione del CAI a Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie ed altri impegni analoghi. Se non ci fosse l’attività POLITICA il CAI sarebbe ben poca cosa.
Non possiamo gioire, godere, fruire della bellezza della natura senza impegnarci nel difenderla e nell’essere solidale con chi è meno fortunato di noi. La montagna si deve intendere a 360 gradi come rimarca il titolo della nostra Rivista. Questo l’ideale che ci deve aggregare.
Siamo anche consapevoli che alcune iniziative in tali ambiti possono esporci a speculazioni ma l’impegno sincero e gratuito presuppone tale rischio. Don Lorenzo Milani diceva: “A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca”.

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