L’opera continua di intervento del Soccorso Alpino Sezionale per garantire i dispersi in Aspromonte

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Un grazie ai ragazzi del Soccorso Alpino Sezionale per l’opera continua di intervento a favore dei dispersi in montagna, e in particolare nel nostro Aspromonte, in questo periodo di agosto che ha visto in difficoltà, prima un giovane escursionista e poi un gruppo di scout.

E’ certamente una garanzia per tutto il territorio, avere un gruppo di volontari, con un alto livello di conoscenza degli strumenti atti a provvedere alla vigilanza e alla prevenzione degli infortuni nelle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, al soccorso degli infortunati e dei pericolanti e al recupero dei caduti. Ricordiamo però che la montagna, oltre ad essere un luogo meraviglioso dove ritemprare mente e corpo, nasconde insidie che vanno spesso oltre le più attente previsioni. Pertanto consigliamo sempre di cercare con essa un approccio in sicurezza.

Inoltre il saper rinunciare ad una gita in montagna, quando necessario,è una grande prova di conoscenza della stessa. Saper valutare attentamente le condizioni ambientali infatti ti aiuta a godere delle bellezze della montagna senza correre eccessivi rischi.

Il C.N.S.A.S. che è acronimo di Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è una struttura operativa del Club Alpino Italiano. E’ una libera associazione di volontariato apartitica, apolitica e senza fini di lucro ispirata ai principi di solidarietà e fiducia reciproca tra i soci.

In caso di necessità la chiamata di soccorso deve avvenire tramite il 118, chiedere sempre espressamente che sia allertato il CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO

E’ fondamentale comunicare all’operatore di soccorso quanto segue:

1. Da dove si sta chiamando (specificando all’operatore che ci si trova in montagna o in grotta).

2. Il numero di telefono da cui si sta chiamando; il telefono non deve mai essere abbandonato (se la chiamata dovesse interrompersi è importante che il telefono venga lasciato libero per consentire alla Centrale operativa di richiamare).

3. L’esatta località dove è ubicata l’area da cui si sta chiamando (Comune, Provincia o sicuramente un riferimento importante di ricerca rilevabile sulla cartina).

4. La propria posizione se in possesso di altimetro (opportunamente tarato) o GPS;

5. Indicazioni in merito a cosa è visibile dall’alto (pendio, bosco, cima, rifugio, ecc.).

6. Cosa è successo;

7. Quando è successo;

8. Quante persone sono state coinvolte nell’incidente.

9. Le proprie generalità (fondamentali).

10. Le condizioni evidenti della/e persona/e coinvolta/e: difficoltà respiratorie, coscienza, perdita di sangue, traumi visibili, ecc; .

11. L’esatta posizione del ferito (se seduto, se disteso supino, se disteso prono, se appeso, ecc). E’ indispensabile rispondere in maniera completa alle domande dell’operatore che avvia l’intervento di soccorso e raccoglie dati fondamentali per l’ottimizzazione dell’intervento stesso.

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