Martedì 9 maggio ore 21 Conferenza “Peculiarità essenziali dell’Aspromonte tra bellezza paesaggistica e rischi ambientali”

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Per trattare tale argomento è stato chiamato un autorevole esperto del nostro territorio, il geologo Prof. Vincenzo Pizzonia. Nella sua carriera ha approfondito particolarmente le tematiche relative alla pianificazione, attraverso l’elaborazione di studi di compatibilità geomorfologica relativi a centinaia di strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale, di vario livello. Ha ricoperto vari incarichi in comitati scientifici e in qualità di docente presso le Università di Ingegneria e di Architettura; per citarne qualcuno, è stato componente del comitato tecnico scientifico del “MITIGA” ( Centro Mediterraneo per la mitigazione del rischio ambientale) c/o l’Università Mediterranea di Reggio Calabria ed è stato docente per il Corso di Laurea P.T.U.A. “Geologia applicata alla Pianificazione territoriale urbanistica ambientale”. Autore di numerosi lavori, ha diverse pubblicazioni attinenti al ruolo della Geologia nel campo della pianificazione, urbanistica, territoriale e ambientale, sviluppati secondo un percorso di ricerca che approda al moderno processo integrato di pianificazione e valutazione.

L’Aspromonte e l’intero territorio della Città Metropolitana di Reggio, hanno condizioni geomorfologiche a cui si legano specifici e peculiari caratteri: l’incomparabile bellezza paesaggistica e l’elevata pericolosità geologica.

Affrontando la sfida di parlare di questi aspetti, la scelta di rinunciare all’illustrazione scientifica dei processi geodinamici e geomorfologici che li hanno determinati e che incessantemente continuano a modificarli, generando trasformazioni morfologiche ed elevate pericolosità, per privilegiare tematiche connesse all’inadeguato uso delle risorse e alla crescente vulnerabilità del territorio, trova ampia giustificazione.

Fatta questa scelta, diventa passaggio obbligato chiamare in causa un testimone autorevole: Corrado Alvaro. Egli, in effetti, ha scritto pagine bellissime con cui riesce a farci percepire le caratteristiche geoambientali del territorio, il fascino e il valore delle risorse naturali e paesaggistiche di pregio ad esse legate, ma anche le ingiunzioni pesanti di un ambiente geologicamente difficile, in cui il “peso” di catastrofi, legati ai vari fenomeni naturali, è stato enorme e vincolante per i livelli di vita delle popolazioni, per il loro sviluppo economico e le prospettive sociali. Ma Alvaro ha anche saputo mostrare mirabilmente, come il “peso” delle catastrofi è stato amplificato dall’incuria, dalla specificità e anomalia delle risposte ai problemi ambientali, maturate all’interno del problematico contesto culturale, sociale, religioso politico ed economico della nostra regione.

Consapevole che le minacce dei fenomeni naturali devono essere affrontate coi mezzi della scienza moderna, ma anche che lo sviluppo e il cambiamento implica il rafforzamento dell’attitudine a “spartire giusto e ingiusto” in una terra che ha conosciuto meglio “l’ingiustizia, il sopruso, la violenza”, Alvaro ha mostrato profondo rispetto per l’ambiente, che è sentimento da recuperare per fronteggiare la insostenibile attuale situazione del nostro territorio.

Oggi, per la riduzione dei rischi e per la costruzione di una società inclusiva, sono disponibili strategie avanzate e consolidate, ma per il perseguimento di risultati efficaci e diffusi è necessario un regionalismo responsabile, lealmente impegnato alla risoluzione di problemi complessi che hanno radici anche nella storia, nella cultura e nella geografia della nostra regione, e l’adesione più convinta all’etica ambientale.

La consapevolezza delle condizioni di rischio naturale a cui il nostro territorio è esposto deve spingere tutti ad accogliere il rischio come tema cardine per il perseguimento dello sviluppo sostenibile delle nostre popolazioni. Riconoscendo il forte legame che da noi, più che altrove, è esistito ed esiste tra la sostenibilità dello sviluppo e la prevenzione dei rischi, dobbiamo maturare il convincimento di dover sostenere con forza la necessità di costruzione e attuazione di tutti gli strumenti della pianificazione disponibili – di cui la Città Metropolitana deve obbligatoriamente dotarsi- che introducono nei processi di governo delle trasformazioni urbane una maggiore attenzione, in termini di effetti attesi, ai rapporti tra processi naturali e attività umane, tra dinamiche fisico-spaziali e socio-economiche, tra caratteristiche ambientali e insediamenti antropici.

E proprio nel territorio tanto caro a Corrado Alvaro nel 1973 una enorme frana ostruì il greto della fiumara Bonamico dando origine ad un bacino lacustre che, dalla località nella quale ricadeva, verrà conosciuto come lago Costantino. Su tale singolare fenomeno naturale, durante la conferenza, verrà proiettato l’audiovisivo “Il Lago delle Meraviglie”  a cura di G. Sgambelluri e J. Moricca

Vi aspettiamo, quindi, martedì 9 maggio alle ore 21 presso la sede del CAI in via Sbarre Sup. n. 61 a Reggio Calabria.

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