Rassegna cinematografica: proiezioni in sede

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A conclusione della rassegna cinematografica  sul cinema/documentario di montagna, martedì 27 luglio, verranno proiettati in sede alle ore 21.00, in collaborazione con il circolo del cinema “Zavattini” il cortometraggio “Picu Picu picuraru” e il film “Il vento fa il suo giro”

“Picu Picu picuraru”
Affascinante e immediato il documentario corto di Micol Cossali che in meno di dieci minuti condensa il racconto del senso di una vita e pone il suo spettatore all’interno di uno straordinario teatro naturale. Micol Cossali, classe 1976, con esperienze documentaristiche alle spalle, ha presentato questo suo lavoro al Festival di Trento. Picu Picu picuraru si affida soprattutto alla una naturale freschezza narrativa del racconto. Una naturale propensione al narrazione, così come quella, altrettanto innata del suo protagonista Ignazio Ceccarello. Nessuno romantico rimpianto per i tempi andati, ma la consapevolezza del valore delle tradizioni all’interno di un mestiere che deve perpetuare i riti nel suo divenire. Forse non c’è poesia nel mestiere del pecuraru ma le valli agrigentine che si colorano e scolorano con il filtrare del sole tra le nuvole fanno correre qualche brivido così come capita con il vento che piega l’erba macchiata, in lontananza, dal gregge delle pecore di Ignazio.

“Il Vento fa il suo giro”
Conosciuto attraverso il passaparola in quanto non ha avuto una vera distribuzione commerciale è un film che merita di essere visto. Il regista è Giorgio Diritti, ex allievo di Ermanno Olmi.
Siamo in una piccola comunità montana piemontese. Nella zona di minoranza linguistica occitana. È un paese praticamente spopolato dall’emigrazione verso i centri maggiori e le città, che vive quasi soltanto di seconde case e vacanze estive.  Ma i pochi residenti stanziali e quelli pendolari, a partire dal sindaco, proteggono le tradizioni, preservano e custodiscono la specificità come un gioiello.
Compare un uomo venuto da lontano. È un francese con un passato metropolitano e intellettuale. Ha già scelto di vivere in montagna e di allevare capre.
Sia il pastore che  gli abitanti sono portatori di un’ideologia critica verso il modello di vita delle società ricche contemporanee. Ma il punto è che mentre gli uni hanno congelato quei valori in una difesa chiusa e conservatrice, l’altro li misura concretamente e faticosamente in una scelta di vita.

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