Suoni e ballate d’Aspromonte, 26 giugno 2015

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Suoni e ballate d’Aspromonte è un’iniziativa di cultura musicale estemporanea, cusì come ndi nesci. Un’improvvisazione di parole e suono, promossa dal CAI e dall’Associazione Stopndrangheta, su realtà e stereotipi della musica popolare reggina. Premettiamo che non abbiamo la pretesa di parlare di trattati sulla musica popolare e tantomeno di ciò che erano i suoni arcaici che sono stati conservati per secoli nelle ruve (patio) e nei solai di contrade ormai perdute. C’è chi lo sa fare molto meglio di noi.

Il nostro sarà un confronto dove la musica popolare parla attraverso gli strumenti e i suonatori, così come ci hanno insegnato i nostri avi. Questo è ciò che racconteremo venerdì 26 giugno, sera …

Parleremo dei suoni che vivono oggi per merito di giovani e di anziani meticolosi. I primi “trasformano” in odierno ciò che non è più, gli anziani conservano ciò che era; trasformazioni ma anche ricerca delle proprie origini inseguendo il riferimento, in quella zona dell’Aspromonte meridionale, di una tradizione viva di musica e ballo. Una tradizione che è riuscita a mantenersi fino ai giorni nostri grazie alla trasmissione diretta di padre in figlio. Espressioni di vite vissute con sacrificio e abnegazione ma anche di sano divertimento.

Forse davanti a giovani così, i pochi anziani che possiedono ancora il dono di generazioni passate, di un suono fatto con uno stile irripetibile, potranno ancora condividere le loro conoscenze. Dipende da noi se tutto ciò non andrà perduto. Senza riserve. Senza etichette. Senza distinzioni di forza. Ognuno è un astante nella “rota” (ruota) della danza del Sonu a Ballu”. Ognuno che balli nella rota, senza le ragioni delle ndrine.

Malavenda caffe, ore 21.30

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