Tracciolino di Palmi. L’aggiornamento a cura di Francesco Bevilacqua, dopo la riunione di martedì 26 maggio 2015

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Carissimi,

vi aggiorno sulla riunione di ieri martedì 26 maggio svoltasi su invito del Rotary di Palmi sulla questione del progetto di valorizzazione del Sentiero del Trecciolino. Erano presenti alcuni soci del Rotary. Eravamo presenti, tra gli ospiti, il CAI di Catanzaro, gli Amici della Terra, il Club Unesco, gli Aspronauti di Gioia Tauro, Abra Calabria ed altre sigle che non ricordo. Assenti giustificati il CAI di Reggio Calabria (per la presenza di un’attività nella nostra sede,  nostra nota), il FAI Locride e Piana (ho portato i saluti e le scuse dei rispettivi rappresentanti). C’eravamo, a titolo personale altri esterni, tra cui io, l’avv. Giancarlo Parisi, il geologo Mario Pileggi, Vittorio Luzzo ed altri. Era presente il progettista ing. Antonello Scarfone che, a quanto ho capito, è un funzionario del Comune di Palmi e dovrebbe essere anche il Direttore dei Lavori (ad apposita domanda ha risposto “forse”!). Infatti siamo già in fase esecutiva. L’appalto è stato assegnato e tra qualche giorno saranno consegnati i lavori. Di cosa si tratta potrete evincerlo dai tre documenti che allego per chi non li avesse già, ossia la relazione generale, la relazione ambientale ed il computo metrico. In sede di incontro non è stato fornito alcun altro elemento documentale utile né si è detto dove è possibile reperirlo. Desumo una qualche “reticenza” burocratica. Ritengo che si tratti di un progetto che ricalca pari pari qualcosa di già fatto da qualche altra parte (intuisco Cinque Terre). Lo scopo dichiarato sarebbe riattivare le vie della mobilità storica sulla Costa Viola tra Palmi e Scilla: si spazia da rifacimenti stradali, ferrovie (?), manutenzioni ordinarie e straordinarie di sentieri. Anche se solo una parte dei lavori è stata appaltata. La parte più critica è la sorte che toccherà a quello che comunemente chiamiamo Trecciolino, ossia lo stretto sentiero che dal centro abitato di Palmi corre a mezza costa sulla pendice occidentale del Monte Sant’Elia per circa 3 km in uno dei contesti ambientali e paesaggistici costieri più eminenti dell’intero Mediterraneo (stiamo parlando del tratto di costa calabra, denominato Costa Viola, che grazie alla sua impervia morfologia, è rimasto più integro e che come WWF proponemmo già molti anni fa come Riserva Marina Statale): vi convivono elementi paesaggistici, ambientali, ecologici, storici, culturali di estremo interesse. L’equivoco di fondo nasce dal fatto che il Rotary (e, evidentemente, anche il progettista), in tutta buona fede, vorrebbe che il Trecciolino divenisse “fruibile da tutti” (intendono una comoda passeggiata proponibile a chiunque) e “messo in sicurezza”. Per questo motivo, leggendo gli atti a nostra disposizione, si rinvengono cose assolutamente allarmanti. Ne cito qualcuna: rifacimento del piano di calpestio con pietra del luogo (ma il piano di calpestio c’è già), messa in sicurezza (non si comprende in che senso e con quali opere in concreto), staccionate in legno, messa a dimora di alberi, aree di sosta e fitness (?), illuminazione (!!!!). Abbiamo cercato di chiarire all’ing. Scarfone ed agli amici del Rotary: 1- che la zona interessata è inserita nel PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) della Calabria come zona a rischio frane; 2- che la conformazione abrupta della pendice e la presenza, al di sopra del sentiero, di alte ed articolate formazioni di roccia non consente alcuna possibile messa in sicurezza; 3- che siamo dinanzi ad un sentiero escursionistico che presenterà sempre dei rischi e non potrà mai diventare una passeggiata per tutti; 4- che il valore storico ed ambientale ci obbliga a tutelare il sentiero evitando qualunque manomissione, men che meno dell’attuale piano di calpestio; 5- che laddove esistono frane e pietraie mobili (tre punti), qualunque opera di manutenzione del sentiero deve essere leggera e fatta senza mezzi meccanici; 6- che la presenza di una ricca flora spontanea (arbusti tipici della macchia mediterranea) e la necessità di conservare sempre vedute ampie lungo tutto il cammino non possono consentire la piantumazione di alcun tipo di arbusto o albero, soprattutto se estraneo alla flora locale; 7- che il sentiero non deve essere illuminato; 8- che vanno assolutamente evitate le staccionate per le ragioni a noi tutti note; 9- che in nessun caso deve essere usato il calcestruzzo (di cui si parla, seppure in sigla “ca” nel computo metrico). Poiché i rappresentanti del Rotary hanno perorato l’idea di un massiccio sfruttamento turistico del sentiero, mi sono permesso di dissentire e di raccomandare, per prima cosa, un’opera di ri-patrimonializzazione della memoria culturale del sentiero stesso, che allo stato è completamente assente a Palmi. Per altro dacché frequento il Trecciolino (almeno 30 anni) mi è spesso capitato di incontrare visitatori stranieri che lo percorrono e che, evidentemente, ne hanno avuto notizia attraverso le pubblicazioni e l’azione delle associazioni. In loco cominciano anche ad esserci servizi di guida. In conclusione, l’ing. Scarfone, pur non fornendo alcun documento da cui si potesse comprendere l’entità dell’intervento di prossima esecuzione quantomeno sul tratto del Trecciolino, si è dichiarato disponibile a non fare sul sentiero le cose che ho sopra elencato. Anzi, per la precisione, ha sostenuto che per il tratto del Trecciolino non sono previste. Ma dal computo metrico e dalla relazione risulta in contrario. La mia opinione di avvocato che si occupa anche di appalti pubblici è che ben difficilmente, a gara già espletata ed a contratto già sottoscritto (qual è il nostro caso), si potranno operare varianti riduttive (per intenderci non far fare e quindi non pagare all’impresa i lavori di ripavimentazione, illuminazione, piantumazione alberi, allestimento aree di sosta etc.) Sarebbe utile che qualcuno in loco si assumesse il compito di vigilare e di tenerci informati. Resto disponibile a tornare per altre iniziative. Ma mi affretterò ad andare sul Trecciolino nel primo pomeriggio di luce limpida e fulgida che capiterà (l’orario migliore è un’ora prima del tramonto) per vederlo com’è (e documentarlo) prima che venga “valorizzato”.

Sono pessimista. Rimango a vostra disposizione per chiarimenti.

Affettuosi saluti. Francesco Bevilacqua

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